
Partenza da Cimabanche
La nostra destinazione di oggi è un luogo abbastanza conosciuto, a cavallo tra la Pusteria e il Bellunese, entrambe zone che adoriamo esplorare: si tratta dei verdi pascoli di Prato Piazza. Nel nostro caso scegliamo di inziare la nostra escursione partendo da passo Cimabanche (1529 m. slm), venendo da Cortina, e di risalire la meno nota Val dei Chenopi. Lasciamo la macchina al passo, nel parcheggio libero di fronte alla Casa Cantoniera e imbocchiamo il sentiero 18 A che parte proprio di fronte al parcheggio e ci porta dentro il Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies. In alternativa, è possibile proseguire un altro po’ in macchina e parcheggiare nei pressi di una seconda casa cantoniera, da cui parte il 18 (noi lo abbiamo preso al ritorno).

Il sentiero inizia in dolce salita, e dopo circa quindici/venti minuti si ricongiunge al sentiero 18, dopo averci richiesto di guadare un torrente, il Ru dei Chenòpe, che dà il nome alla valle. Niente di difficile, ma è necessario guardarsi intorno per orientarsi un minimo e ricongiungersi con la traccia sulla riva opposta. Proseguiamo con tranquillità lungo il sentiero, abbastanza stretto, che continua in salita alternando tratti di ombra ad altri di sole. Dopo quaranta/cinquanta minuti dalla partenza, il bosco si è ormai diradato per lasciare posto ai pini mughi, ai piedi dei quali notiamo diverse piante di mirtillo rosso. Per fortuna, nonostante il caldo di questi giorni, la fatica non è eccessiva.



Mano a mano, la salita aumenta la sua pendenza e raggiunge un tratto esposto che, però, si affronta con facilità perché non stretto. Il sentiero, in questa parte, è caratterizzato dalla presenza di scalette di legno che agevolano la salita. Arriviamo all’unico punto un po’ insidioso dell’escursione: una serie di roccette da superare come se fossero una scalinata. In salita non abbiamo trovato difficoltà, mentre in discesa mi ha dato leggermente fastidio perché avevo maggiormente la percezione del vuoto (preciso: soffro di vertigini!). L’ho comunque trovato affrontabile, scendendo con calma e senza ghiaccio o neve.



Al bivio per Prato Piazza
Ancora qualche tornante tra i pini mughi e il panorama si apre, portandoci verso un ponticello di legno. La nostra destinazione è pressoché raggiunta. A questo punto possiamo scegliere se dirigerci a Prato Piazza (20 minuti) o a Malga Stolla (10 minuti). Noi decidiamo di recarci prima a Prato Piazza, così da fare la maggior parte della salita subito e scendere dopo a Malga Stolla, dove abbiamo in programma di pranzare.

In poco tempo ammiriamo i verdi alpeggi di Prato Piazza e l’imponente Albergo, situato tra la Malga e il Rifugio (1h e 30’ dalla partenza). Sopra i prati si erge maestosa la Croda Rossa d’Ampezzo, una delle nostre montagne del cuore. È una bella giornata, e fortunatamente non c’è troppa gente in giro: molto strano, sia perchè è agosto, ma anche perchè Prato Piazza è sicuramente una località famosa e raggiungibile abbastanza facilmente dalla Pusteria (da cui si può salire in macchina, in determinati orari).
Dal Rifugio Prato Piazza (2000 m) parte il sentiero per raggiungere, in 2 ore e mezza, la cima del Picco di Vallandro. Lo faremo un’altra volta. Da Prato Piazza è possibile inoltre raggiungere il Rifugio Vallandro con una tranquilla passeggiata di 40 minuti, abbastanza in piano. Sempre dall’altopiano parte anche il sentiero per il panoramico Monte Specie, lo abbiamo raggiunto alcuni anni fa: caldissimo, ma meraviglioso! Insomma, per chi non è stanco sicuramente non mancano le alternative.


Verso Malga Stolla
Dopo una sosta al Rifugio Prato Piazza, decidiamo di riscendere verso Malga Stolla (1980 m) seguendo i cartelli con le indicazioni, passando per un sentiero con qualche saliscendi. La Malga, che raggiungiamo in circa venti minuti, si trova in un delizioso angolino verde, all’ombra della Croda Rossa. Ci fermiamo per il pranzo: un tris di canederli (con delizioso ripieno di formaggio) e dei maccheroncini. Tutto ottimo!


Ritorno per lo stesso sentiero, o quasi!
Il ritorno segue la stessa via dell’andata, anche se decidiamo di prendere il sentiero 18 fino alla strada. Forse un po’ più lungo, ma piacevolmente pianeggiante in tutta la prima parte, fino all’incontro con il 18 bis. Arrivati alla strada, attraversiamo e ci immettiamo sulla Ciclabile che collega Cortina e Dobbiaco fino a raggiungere il parcheggio. Anche oggi la giornata è stata decisamente piacevole e non particolarmente faticosa.

Varianti
Un’alternativa alla Val dei Chenopi è la salita da Carbonin, prendendo il sentiero 37 (dalla Statale, poco prima di Carbonin). Si tratta di una stradina asfaltata, frequentatissima dai ciclisti, con diversi tagli nel bosco per gli escursionisti. La strada arriva direttamente al Rifugio Vallandro. Tornando alla macchina, abbiamo incontrato una coppia che era partita insieme a noi (e avevamo infatti già incontrato in precedenza), aveva raggiunto il Vallandro ed era scesa dal 37, per poi tornare alla macchina camminando sulla ciclabile.
Se ti è piaciuto il racconto della nostra passeggiata, dai un’occhiata ai racconti delle nostre escursioni in giornata su due giorni.


In breve
Durata: 3 ore e 30 minuti a/r (senza pause)
Dislivello: 530 m
Chilometri: 11,5 km
Sentieri: 18 bis / 18
Punti di appoggio: Malga Stolla, Rifugio Prato Piazza, Malga Prato Piazza, Rifugio Vallandro
- Distance
- 11,30 km
- Elevation gain
- +500 m
- Elevation loss
- −501 m
- Max elevation
- 1.999 m
- Waypoints
- 0
Escursione del 14 agosto 2026
Avvertenza: questo blog racchiude unicamente il racconto di esperienze personali e non costituisce in alcun modo una guida escursionistica. Nel racconto potrebbero esserci imprecisioni e, soprattutto, ogni esperienza è a sé. Le condizioni dei sentieri e del meteo in montagna possono variare rapidamente: prima di mettersi in cammino è bene verificare lo stato dei percorsi presso i rifugi o gli enti locali, valutare la propria preparazione e l’attrezzatura, oltre ad affidarsi a guide esperte in caso di necessità. La montagna richiede sempre prudenza, rispetto e un’adeguata pianificazione.